Alcamo

La città di Alcamo (Arcamu in siciliano) venne fondata nel 828 dal comandante musulmano al-Kamuk, da cui poi la località avrebbe preso il nome. L'etimologia potrebbe derivare anche da Alquam, terra fangosa, o da Marzil Alqamah, casale di Alqamah; secondo altre fonti fu fondata dagli Arabi nel 972 circa, più di un secolo dopo lo sbarco a Mazara del Vallo che aveva dato il via alla loro conquista della Sicilia, ultimata con la caduta di Taormina del 902.

Sorge in provincia di Trapani su un altopiano di 256 m s.l.m., alle falde del monte Bonifato, sul quale esisteva fin dal V secolo una popolazione cristiana sottomessa dai Saraceni. Tra i siti di interesse storico-culturale rientrano Piazza Ciullo, centro della vita cittadina, sulla quale si erge la chiesa di S. Oliva, eretta nel 1723 da Giovanni Biagio Amico. Nella Piazza si trova l’Ex Collegio dei Gesuiti, adiacente all'omonima chiesa, riaperto al pubblico dopo un lungo restauro.

La grande struttura, che era rimasta abbandonata subito dopo il terremoto del 1968, è diventata un importante centro di aggregazione culturale a disposizione di tutti. I suoi locali, che comprendono anche tre ampi cortili, ospitano, tra l'altro, la nuova sede della Biblioteca. Percorrendo via Mazzini si giunge nella vasta piazza della Repubblica. La chiude a nord il Castello dei conti di Modica, edificato nel XIV secolo, con pianta romboidale e torri cilindriche. Attualmente ospita

Foto di Massimo Provenza

l’Enoteca Regionale e il Museo del Vino. Attraversata la piazza, si arriva alla Chiesa di S. Maria del Gesù fondata nel ‘400, ampliata nel 1507 e ristrutturata nel 1762. Percorrendo via Navarra si giunge alla Chiesa della Badia Nuova che custodisce statue allegoriche di Giacomo Serpotta.

Lungo la piazza IV Novembre si incontra la Chiesa Madre, edificata nel ‘300 e ricostruita nel 1669. All’incrocio con via Rossetti s’innalza la Chiesa del S. Angelo Custode, ristrutturata su progetto di Giovanni Biagio Amico. Su via Mariano De Ballis si trova la casa De Ballis, edificio gotico che conserva la torre cinquecentesca. Lungo il corso sono degne di nota, a sinistra, la chiesa di San Tommaso con ricco portale gotico; a destra, la Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, in stile barocco, collegata al monastero di S. Chiara, edificata nel 1721 su progetto di Giuseppe Mariani. Una torre in rovina e ruderi dell'antico serbatoio d'acqua della Funtanazza sono oggi le uniche testimonianze arabe del paese.